Signora Schlumpf adagio!

Orripilo quando leggo i propositi della consigliera federale signora Schlumpf. Le sue ultime intenzioni sull’ abbandono del segreto bancario per gli svizzeri costituiscono un vero harakiri per il nostro paese. Da una parte sono un atto di sfiducia verso un’onestà fiscale altamente infiltrata nel tessuto sociale svizzero. Dall’altra portano con sé il rischio che la tanto sbandierata trasparenza porti a una Svizzera di cristallo, nuda, con la tenda della doccia di plastica trasparente. La sabbia che la signora Schlumpf vuole mettere negli ingranaggi della piazza finanziaria elvetica viene probabilmente dalla sua foga europeista e da un concetto di giustizia surreale. La politica non è giustizia. La politica deve conoscere la parola temporeggiare. Si ha l’impressione che la nostra ministra non conosca l’arte del temporeggiare, del combattimento di ritirata, quando mette alla mercé degli stati in maniera automatica le informazioni bancarie e fiduciarie svizzere. Adesso è giunto il momento in cui i nostri politici a Berna devono agire e farglielo capire. Nel Ticino il mondo bancario offre posti di lavoro a 6900 persone e la massa salariale di 852 milioni di franchi costituisce un indotto sul PIL di circa il 10%. Dopo aver intimorito la clientela italiana che detiene in Ticino 160 miliardi di capitali e aver spaventato gli ulteriori 140 miliardi di altri stranieri nostri clienti, la signor Schlumpf vuole sottoporre alla lente arcigna di un fisco guardone come il grande fratello anche gli svizzeri e i ticinesi. Due alternative: o non la eleggiamo più in dicembre o se no spingeremo in avanti l’iniziativa per fissare il segreto bancario nella costituzione.

Filippo Martinoli