Vogliamo mantenere vivo l’Ospedale di Acquarossa? Non si tocca!

Sull’attività attuale dell’Ospedale Bleniese si è manifestato sul Corriere del Ticino del 13 giugno u.s. il signor Torriani, infermiere ad Acquarossa, illustrando a nome di 36 colleghi che ci lavorano l’intensa attività e la totale disponibilità di servizio del locale pronto soccorso. Esso è presente con medico e infermiere giorno e notte, fine settimana compreso: un servizio apprezzato dai vallerani e dai turisti che il DSS in combutta con l’EOC sembra volere ritenere “quantité négligeable”, da eliminare e basta.

Qualcuno ha già scritto sul bavaglio messo sulla bocca dei Bleniesi da parte dell’EOC e del DSS che nemmeno hanno ritenuto necessario che l’Ospedale Bleniese presentasse la sua candidatura per mantenere la sua attuale funzione di ospedale. D’ufficio, nelle pieghe nascoste di una malaugurata e statalista proposta di pianificazione sanitaria, lo si vuole degradare a istituto di cura, sacrificando la sua centenaria funzione di ospedale acuto di valle, privandolo del pronto soccorso e di un ben avviato e collaudato reparto di geriatria.

I Bleniesi l’hanno capito: non potrebbero più farvi ricorso per incidenti minori e malattie da curare vicino a casa e addirittura non potranno nemmeno più chiamarlo ospedale. E così anche i turisti che per una puntura di ape dovranno andare a Bellinzona. Ma che cosa hanno pensato in governo?

La soppressione dell’ospedale è stata giustificata da motivi economici ? Costa troppo gestirlo come adesso ? E allora proviamo a chiedere all’EOC quanto costa. Porta sbattuta sulla faccia: l’EOC non rilascia bilanci di strutture ospedaliere singole . Beata trasparenza! Non ci resta che esaminare qualche cifra che può servire da indicatore. In due anni i medici dell’EOC sono passati da 492 a 543, un aumento di ben 50 medici ! Tutti ingaggiati in altre strutture ma non all’Ospedale Bleniese che da anni impiega … solo 8 medici! Anche il personale infermieristico e non, abbondantemente spalmato con aumento considerevole su tutto il resto degli ospedali dell’EOC, è invece rimasto stabile ad Acquarossa con circa 120 unità. I costi di gestione si aggirano stabilmente sui 12 milioni annui quando l’EOC spende per tutto il cantone 613 milioni all’anno con aumenti di spesa annui di almeno 6 punti percentuali e grassi accantonamenti per rinnovare i palazzi ospedalieri dei centri. Non si possono proprio accusare i Bleniesi di sfondare le casse dell’EOC che si permette tra l’altro di istallare e gestire una nuova risonanza magnetica in uno studio medico alla stazione di Lugano ( 3 milioni circa!). E la sensibilità politica verso la medicina di prossimità, ampiamente voluta dalla recente votazione federale , l’EOC-DSS ci tira su un fregaccio per buona pace dei Bleniesi, costringendoli a recarsi per una frattura del polso a Locarno mentre l’anziano con una modesta polmonite finirà lontano dalla sua famiglia nell’anonimato dell’Ospedale San Giovanni!

Non resta che protestare vivacemente contro la sfrontatezza di questa pianificazione ospedaliera proposta dal DSS in combutta con l’EOC. Essa viola una tradizione ospedaliera di valle radicata e alla quale i Bleniesi non rinunceranno a costo di marciare su Bellinzona. L’hanno già fatto con 6000 firme e alla fine del 19esimo secolo l’hanno fatto ancor più vivacemente. Hanno una memoria perenne di come si fa! Ci pensi il Gran Consiglio quando la pianificazione ospedaliera a fine anno arriverà nell’emiciclo!

Filippo Martinoli